I piccoli, i poveri, i ciechi, gli orfanelli, sono il sogno, il canto di Dio che da anni mi passa sull'anima e mi ferisce il cuore! La nostra vita dev'essere un agape in cui ciascuno offre invece di dare. La carità apre gli occhi alla fede e riscalda i cuori di amore verso Dio. Seminiamo a larghe mani opere di bontà e di amore. Amare sempre e dare la vita cantando l'amore. La carità deve essere il nostro slancio e il nostro ardore, la nostra vita. Nel più misero degli uomini brilla l'immagine di Dio. La carità ripone la sua felicità nel poter fare ogni bene agli altri. Non si è mai così grandi come quando ci si china sui piccoli. Solo la carità salverà il mondo. Noi dobbiamo irradiare la gioia, la letizia, la felicità di Dio. Servire e amare Dio è vita, è calore, è vivere sempre allegramente. Pieghiamoci con caritatevole dolcezza alla comprensione dei piccoli e dei poveri.

IL PICCOLO COTTOLENGO...

...una perla in Tortona!

IL PICCOLO COTTOLENGO "DON ORIONE" A TORTONA

Un monumento di carità per "angeli in continua contemplazione di Dio"

"Il Piccolo Cottolengo è come un piccolo grano di senape, cui basta la benedizione del Signore per diventare un giorno grande albero sui cui rami si poseranno tranquilli uccelli (Mt 13). Gli uccelli, qui, sono i poveri più abbandonati, nostri fratelli e nostri padroni. Il Piccolo Cottolengo è costruito sulla fede e vive d'una carità inestinguibile. Al Piccolo Cottolengo si vive allegramente: si prega, si lavora, nella misura consentita dalle forze; si ama Dio, si amano e si servono i poveri. Negli abbandonati si vede e si serve Cristo, in santa letizia. Chi più felice di noi? E anche i nostri cari poveri vivono contenti: essi non sono ospiti, non sono dei ricoverati, ma sono dei padroni, e noi loro servi; così si serve il Signore! Quanto è bella la vita al Piccolo Cottolengo è una sinfonia di preghiere per i benefattori, di lavoro, di letizia, di canti e di carità." (Don Orione)

Anche Tortona ha la sua "umilissima Opera di fede e di carità"... Il Piccolo Cottolengo "Don Orione" di Tortona nasce da un invito all'accoglienza, rivolto da don Carlo Sterpi, nel 1940, ad un laico generoso, il signor Paolo Pedevilla che mette a disposizione i locali della sua spaziosa abitazione, alla periferia di Tortona, per un gruppetto di orfani provenienti da Genova, e bisognosi di un più sicuro riparo dalle insidie del secondo conflitto mondiale, che stava mettendo in ginocchio l'Italia e il mondo intero...

Oggi, il Piccolo è situato nel rione San Bernardino, ai piedi del Santuario della Madonna della Guardia e costituisce un singolare centro di spiritualità, ed è meta di numerosi pellegrinaggi. Molte autorità civili e religiose, non solo di Tortona, sono passate a far visita alle "perle di don Orione". Monsignor Francesco Rossi, che fu Vescovo di Tortona, era solito chiamarli "angeli in continua contemplazione di Dio".

Le Piccole Suore Missionarie della Carità (Don Orione) sono attente ai bisogni dei piccoli ospiti, attraverso le più moderne strutture mediche e psicopedagogiche, aiutate da numerosi dipendenti e da un gruppo nutrito e fedele di volontari che, quotidianamente, con carità e dedizione, presta la sua opera, aiutando a "sollevare tante miserie, a lenire i dolori di quelli che sono come il rifiuto della società!", come diceva San Luigi Orione.

Il Piccolo Cottolengo resta un grande monumento di carità. Una grande, eppure umilissima, Opera di Carità in grado di rendere visibile l'amore di Dio per l'uomo, perché �i Piccoli Cottolengo sono come soffio vivificante di quella carità del Signore che è umile, soave, dolce: che è sempre pronta ad accorrere a tutti i bisogni umani: quella carità che esclude ogni egoismo: che è universale ed abbraccia tutti i popoli: che è onnipotente e trionfatrice di tutte le cose: carità che tutto ristora, tutto edifica, tutto unifica in Cristo e nella sua Chiesa; onde i Piccoli Cottolengo nascono e vivono, camminando umili e fedeli ai piedi del "dolce Cristo in terra" e dei Vescovi, e col più alto rispetto di ogni autorità. L'amore di Cristo ci rende più sacra l'autorità mostrandocela anche come un doveroso omaggio a Colui che è sorgente d'ogni potere e d'ogni ordine" (Don Orione).

La storia del Piccolo Cottolengo "Don Orione" di Tortona, in date.

giugno 1940: il secondo conflitto mondiale è ancora all'inizio e ha già generato migliaia di vittime e centinaia di piccoli orfani. La Piccola Opera della Divina Provvidenza continua a seminare la sua carità, a servizio di fratelli bisognosi di tutto, anche privandosi di giovani chierici e sacerdoti, speranze della Congregazione, perché chiamati al fronte. Don Carlo Sterpi è da poco più di due mesi il primo successore di don Orione. Anche l'Italia piange i suoi figli, e si moltiplicano nuovi bisogni e nuovi poveri. In questo contesto desolante ed insidiato dalla crudeltà dell'uomo, a Tortona nasce un piccolo fiore d'amore, destinato a germogliare e a diventare sempre più rigoglioso. Tutto comincia quando un tale, signor Paolo Pedevilla, accetta l'invito di don Sterpi, ed accoglie nella sua grande e bella casa, alla periferia di Tortona, un gruppetto di orfanelli del Piccolo Cottolengo "Don Orione" di Genova, costretti dalla guerra a cercare riparo in località più sicure.

dicembre 1940: mentre gli orfanelli tornano a Genova, un gruppetto di "buoni figli", bambini affetti da deficit fisici o psichici, restano con il signor Pedevilla, che si era molto affezionato a loro. Egli, infatti, aveva messo a disposizione di quei piccoli la parte più bella della villa, con pavimenti di legno e con il riscaldamento a termosifone, mentre aveva riservato per sé i locali più disagiati. Pedevilla diventa l'assistente dei bambini, provvedendo alle loro necessità materiali ed affettive: egli fa' loro da padre. Le suore, dal canto loro, offrono a quei piccoli le più materne attenzioni. La maestra Orione imparte loro un'adeguata e cristiana istruzione scolastica. Si sviluppa cosi il Piccolo Cottolengo: al centro Cristo, e la sua carità che accoglie i piccoli. Attorno religiose, religiosi e laici che lavorano giorno e notte, instancabilmente, per loro.

marzo 1945: il signor Pedevilla muore. Solo un mese prima, il 2 Febbraio, con testamento olografo, disponeva che la villa che aveva accolto quei "buoni figli", così come i terreni adiacenti, venissero donati all' "ENTE PICCOLO COTTOLENGO".

29 giugno 1960: durante la consueta festa della Riconoscenza, viene inaugurato un nuovo reparto, destinato ai bambini più malati, totalmente separato dagli ospiti recuperabili e modernamente attrezzato. In quella occasione, il Superiore Generale Don Carlo Pensa, secondo successore di Don Orione, invia un telegramma con un messaggio paterno e con una firma singolare: "un piccolo ed umile amico". Nel 1966 verrà istituita, per i bambini in parte recuperabili, la scuola elementare speciale "medico - pedagogica".

23 ottobre 1968: l'Ufficio del Medico Provinciale di Alessandria autorizza il Piccolo Cottolengo all'apertura di un centro psicopedagocico per il recupero di fanciulli affetti da deficit mentale.

1975: aumentano e si modificano le esigenze dei piccoli ospiti e si avverte la necessità di un ambiente più grande.
I Superiori dell'Opera "Don Orione" decidono di ampliare il Piccolo Cottolengo. Nel quartiere San Bernardino, ai piedi del Santuario dedicato alla Madonna della Guardia, c'è un grande stabile, un tempo adibito ad istituto Teologico per i chierici orionini. Viene ristrutturato e destinato ad ospitare le "perle di don Orione". Viene così abbandonata la casa del signor Paolo Pedevilla, ed il Piccolo Cottolengo "Don Orione", a Tortona, occupa l'odierna sede che tutti noi conosciamo: ai piedi della Madonna della Guardia, costituisce una luminosa e solida navata di carità del Santuario.