I piccoli, i poveri, i ciechi, gli orfanelli, sono il sogno, il canto di Dio che da anni mi passa sull'anima e mi ferisce il cuore! La nostra vita dev'essere un agape in cui ciascuno offre invece di dare. La carità apre gli occhi alla fede e riscalda i cuori di amore verso Dio. Seminiamo a larghe mani opere di bontà e di amore. Amare sempre e dare la vita cantando l'amore. La carità deve essere il nostro slancio e il nostro ardore, la nostra vita. Nel più misero degli uomini brilla l'immagine di Dio. La carità ripone la sua felicità nel poter fare ogni bene agli altri. Non si è mai così grandi come quando ci si china sui piccoli. Solo la carità salverà il mondo. Noi dobbiamo irradiare la gioia, la letizia, la felicità di Dio. Servire e amare Dio è vita, è calore, è vivere sempre allegramente. Pieghiamoci con caritatevole dolcezza alla comprensione dei piccoli e dei poveri.


Don Orione durante la sua vita ha cercato di dare una risposta, seria e concreta, agli interrogativi dei giovani e delle giovani del loro tempo. Lui stesso ci indica come stare con i giovani:"II giovane ha bisogno di persuadersi che siamo interessati a fargli del bene, e che viviamo non per noi, ma per lui; che gli vogliamo bene sinceramente, e non per interesse, ma perché questa è la nostra vita, perché lui è tanta parte della nostra stessa vita e il suo bene costituisce la nostra missione ed è il nostro intento e affetto in Cristo. Egli deve comprendere che viviamo per lui; che il suo bene è il nostro bene; che le sue gioie sono le nostre gioie, e le sue pene, i suoi dolori, sono pene nostre e nostri sono i suoi dolori. Egli deve anche sentire che siamo pronti a fare per lui anche dei sacrifici, e a veramente sacrificarsi perla sua felicità e perla sua salvezza"(5 .08. 1920)
La pastorale giovanile è una declinazione dell'unica pastorale della Chiesa, innestata nel progetto globale della comunità cristiana. Promuovere una pastorale giovanile significa operare per una Chiesa "lieta e coraggiosa", capace di accogliere nella quotidianità tutti i giovani; significa costruire comunità cristiane realmente abitabili dai giovani, che li valorizzino come persone, amandoli per quello che sono, offrendo loro un percorso formativo-vocazionale che abbia come fine il raggiungimento della maturità umana e la crescita verso una fede adulta, capace di tensione missionaria.
Ciò che deve principalmente stare a cuore alle nostre comunità, nelle opere di carità, nella promozione della pastorale giovanile, è che ogni persona possa realmente incontrarsi con Gesù, fare esperienza di Lui nella Chiesa, ritrovare in Lui e nel suo Vangelo il significato profondo della vita, e metterla al servizio del Regno. Alla base dell'azione della Chiesa sta la convinzione che questo incontro è decisivo e che, se veramente si amano le persone, bisogna cercare di favorirlo. Si deve essere anche consapevoli che se il Vangelo è per tutti, l'adesione al progetto di Gesù è sempre una scelta che ognuno deve giocarsi nella libertà, scegliendone tempi e modi.
La comunità cristiana, attraverso la pastorale giovanile, deve porsi in ricerca per individuare quali siano i modi più opportuni per favorire cammini alla vita, alla fede e nella fede. Criterio per la validità delle proposte non può essere il numero dei giovani disposti a seguirle, ma la fedeltà al Vangelo vivo che è Gesù, come proposto dalla Chiesa e la effettiva missione verso tutti. Nessun giovane deve essere lasciato privo di una proposta esigente.
Se vuoi fare esperienze di pastorale giovanile con altri giovani come te, contatta
Suor Chiara Pilota
e-mail: chiarapilota@libero.it
È il mondo lo spazio in cui vi giocate la vostra identità. Quale mondo? Quello della scuola dove state, della fabbrica dove lavorate, dell'ufficio, dei campi: e poi la spiaggia quest'estate, il bar questa sera, la piazza. Se vi dicono che afferrate le nuvole, che battete l'aria, che non siete pratici, prendetelo come un complimento. Non fate riduzioni sui sogni. Non praticate sconti sull'utopia. Se dentro vi canta un grande amore per Gesù Cristo e vi date da fare per vivere il Vangelo, la gente si chiederà: " Ma cosa si cela negli occhi cosi pieni di stupore di costoro?"
don Tonino Bello
